Un garbato anacronismo

Quella che presenterò è la mia prima “vera” commissione sartoriale, ricevuta dalla mia amica Barbara, che ho conosciuto in un’associazione che organizza giochi di ruolo dal vivo.

Durante uno spuntino di mezzanotte post-live a Milano, mi disse che le sarebbe piaciuto un costume ispirato all’Antico Egitto per il suo personaggio della cronaca di Vampiri: il Requiem. Non fece in tempo a terminare la frase, e in cuor mio avevo già accettato. Alla Facoltà di Lettere avevo frequentato un corso facoltativo di Egittologia che mi aveva consentito di approfondire una passione che nutro fin dalla scuola elementare, e non vedevo l’ora di poterla applicare.

Quando pensammo a come rivisitare il periodo, mi balzò alla mente la locandina di un’Aida con i costumi di Maurizio Millenotti, nella quale le egiziane avevano la silhouette tipica degli anni 80 del 1800, con corsetti a clessidra e tournure. Il modello che le disegnai la convinse.

Al momento della scelta dei colori, eravamo entrambe d’accordo su avorio, verde e oro. Gli Egizi attribuivano ai colori un’importante simbologia; in particolare, il verde rappresentava la rinascita, l’oro l’eternità e l’incorruttibilità. Quali tonalità migliori per un vampiro pluricentenario?

Ho “svecchiato” la forma del procardium femminile, trasformandolo in un corsetto del 1880 abbinato a una gonna con strascico della stessa epoca. Abbiamo deciso di mantenere inalterate le impunture sul seno che erano presenti nel cartamodello, perché a nostro avviso davano un tono “etnico”.

La sopragonna verde è stata drappeggiata dietro, come a creare l’effetto di due ali, e vi ho applicato della passamaneria a frange, un vezzo tipico dell’epoca vittoriana e consono al tema principale. Sui due teli davanti del corsetto ho ribattuto una ruche bouillonner di shantung color oro. Il quadro è stato completato con un kalasiris bianco, ricavato da un tessuto leggero plissettato che Barbara scorse per caso fra i cesti degli scampoli.

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Materiali

Strutture nascoste: taffeta rigido (per doppiare il lino della gonna), tela di cotone (intelaiatura del corpetto), fodera (fra l’intelaiatura e il lino del corpetto), tulle (per doppiare la sottogonna), stecche flessibili di metallo (corpetto), cordoncino (per rinforzare le impunture sul seno).

Parti a vista: lino color avorio (corpetto e gonna a teli), cotone verde smeraldo (sopragonna), poly leggero plissettato bianco (kalasiris), shantung dorato (davantino) passamaneria a frange color oro (decorazione).

Crediti per le foto: Camarilla Italia

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